Le note che voglio trattare io di contro, non sono musicali, ma mie note personali.
Cominciai a scrivere qui molti anni fa, dai computer dei miei amici. Avevo creato questo account e vi accedevo da device (così si dice oggi) differenti ogni volta prima di avere il mio PC. Ho sempre sentito mio questo piccolo spazio. Sempre, molto prima dell'avvento dei social, questo era il social, qui si viveva oltre che nel mondo reale.
Ma quella persona non c'è più, o meglio è una persona diversa. Quelle persone (quegli amici di allora) non ci sono più, ognuno a rincorrere i suoi guai direbbe taluno. Ma io l'esigenza di scrivere quel che mi passa per la mente la sento ancora e allora eccomi di nuovo qui. Non so chi leggerà, se qualcuno leggerà. La mia vita è cambiata molto negli ultimi 10 anni, ma anche negli ultimi 5, la vita è cambiamento. La vita è dinamica e chi non tiene il passo? Chi vorrebbe vivere più lentamente come fa?!
Il lavoro, la famiglia, i figli....quante cose sono diverse, quanti sono diverso io....migliore? Non saprei, di certo più consapevole. La vita dinamica ti tempra, ti indurisce.....ma come diceva il mio Che, bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.
Ma allora questo blog è ancora vivo?! Esiste ancora? E io che credevo fosse ormai morto.
È davvero una gioia scoprire che non lo è, che non lo siamo.
Ne è passato di tempo dall'ultima volta che ho scritto qualcosa qui sopra. I social hanno fagocitato ormai queste pagine, ma io ci credo ancora. Credo ancora possa esistere una dimensione in cui i blogger siano ancora persone reali, che scrivono su queste pagine virtuali ciò che accade loro nel bene e nel male.
Per me questo spazio è sempre stato una sorta di diario su cui riversare il vissuto quotidiano.
Per quanto possibile cercherò di rimanere il più presente possibile, per chi mi leggeva, per chi mi leggerà o anche solo per me.
Ieri sera si è ripetuto quel fenomeno unico e virale che si chiama musica. Questa è uno dei maggiori media che l'uomo abbia inventato e con essa si è capaci di comunicare messaggi sentimenti e stati d'animo di ogni genere. Certo è che non tutti coloro che si spacciano per cantanti o ancor peggio cantautori sono in grado di tener fede al loro titolo, ma ieri sera l'artista che abbiamo ascoltato in quel di Manoppello è stato all'altezza della situazione e ancor di più.
Sto parlando di Filippo Graziani, giovane rocker e poli strumentista figlio del mito Ivan Graziani, teramano doc prematuramente scomparso. Ero abituato ad ascoltare Filippo mentre riproponeva i brani storici di suo padre con estrema grazia e maestria, ma ieri sera la fortuna ci ha sorriso.
Si, perché oltre ai cavalli di battaglia del padre, Filippo ci ha regalato i brani presenti nel suo album Sanremese "le cose belle" oltre a cover dei Devo, e a brani storici della sua precedente band, i Carnera.
Ascoltare la sua musica, quella di suo fratello Tommy, e di tutto il resto della band, ci ha infuso un energia elettrica. Che ci entrava in testa e nel cuore, direttamente dalle corde della sua chitarra.
Sicuramente una piazza come quella di ieri, non è il posto adatto per un artista del suo calibro, che meriterebbe ben altra platea! Specie se si considera il comportamento errato e sgarbato di alcuni presenti, che sotto i fumi dell'alcool ha dato sfogo alla propria bassezza e pochezza. Da abruzzese mi risento e non poco di questi assurdi comportamenti. Credo in sintesi che chi si propone e si mette in gioco su un palco meriti un estremo rispetto, soprattutto se quel che propone è ottima musica, educazione e rispetto per coloro che lo ascoltano e che in qualche modo con il loro apporto lo sostengono e lo incoraggiano ad andare avanti.
Il panorama musicale italiano, non ha bisogno di suore che vengono fuori da un reality, o ragazzini che non sanno neanche capire la musica, ma hanno diritto a calcare le scene solo perché sono amici di Maria!!!!!
I veri musicisti sono coloro che hanno speso sangue e sudore nella gavetta, che hanno lottato per emergere e meritano il sostegno di coloro che come noi si ritengono estimatori della buona musica! Insomma, tutte queste parole servono a far capire che Filippo Graziani è un musicista a tuttotondo, e non solo perché è figlio di Ivan! Spero di poter ascoltare dinuovo la sua ottima musica, e nel frattempo riascolto il suo album che
ricorda che "a volte anche le cose belle fanno male".
Credo in maniera categorica che quel che può fare un gatto, purtroppo un cane può solo sognarlo.
Sia ben chiaro che con ciò non voglio assolutamente denigrare il popolo canino (che non me ne voglia), ma semplicemente innalzare lo spirito felino che ora più che mai è denigrato da noi "umani", che purtroppo siamo sprovvisti di umanità.
È da poco che la mia futura moglie ha deciso di farmi un regalo, non uno, ma ben due gattini, o "Fufini" da noi ribattezzati con la complicità della nostra amica Ylenia. Io sono cresciuto con i gatti in casa e fuori, ho vissuto da sempre con artigli e fusa, e chi crede che i gatti non siano affettuosi o che siano opportunisti e antisociali non sa assolutamente cosa sta dicendo.
Da che sono arrivati Artù e Ginevra, casa nostra è un bazar tutto pappette e sabbietta, tira graffi e palline a sonagli e scatoloni e spazzola....ma ci si diverte da pazzi tra miagolii e coccole.
Quella del gatto; credo sia una filosofia di vita che in pochi conoscono, perché il gatto non va accudito, portato o educato e guidato. Con il gatto ci vivi insieme, da pari e non da animale e padrone, non ci scendi a patti, lui ti ama e tu lo ami senza premi o compromessi. Quando c'è amore è così, tu guardi la tv, e lui arriva quatto quatto e sale, fino a strusciarsi sul tuo mento o la fronte, e tu capisci senza che nessuno ti spieghi, che ti sta dicendo con il suo linguaggio che ti vuole bene e che sta bene. E tu?
Tu ti sciogli e sei felice di aver detto si ad un felino! Cosa che viene letteralmente amplificata nel sentirli far le fusa. Certo non è semplice gestire dei cuccioli, che siano cani gatti o quant'altro, ma in fondo è un primo passo per chi ha in mente di mettere su dei cuccioli propri....perciò per adesso facciamo pratica con i micini. Chi parla di Pet terapy credo che sia sicuramente un illuminato, un cucciolo porta a chi sta a contatto con lui gioia e serenità. Certo, il rovescio della medaglia sono quegli STRONZI che li abbandonano ai bordi delle strade, e chi ancor più STRONZO li tira sotto con le auto. Lo stesso destino poteva toccare alla madre di Artù, Ginevra, Morgana e Dado.....certo, la cucciolata era di 4 micini, e purtroppo non potevamo prenderli tutti!!!!!
Ma i nostri amici Gaia e Francesco, titolari del negozio Tanaliberatutti, hanno sistemato anche gli altri fratellini e la mamma gatta. È bello sapere che al mondo ci sono ancora persone così, ricche di umanità....insomma, tutte queste parole servono a dirvi di non abbandonarli o magari a cercare di donar loro una casa accogliente che li protegga e persone che li amino incondizionatamente per le meraviglie che sono.
Leggere è sempre una buona cosa, soprattutto se si legge un buon libro. Ma da cosa si può riconoscere se un libro è bello, interessante, insomma buono! Dalla copertina? Certo quella aiuta. Dallo spessore? Sovente un libro piccolo e con uno spessore ridotto è migliore rispetto ad uno più corposo. Dal tipo di carattere o dalla sua grandezza o impaginazione? Insomma sono tutti ottimi motivi. Ma il motivo migliore che determina la qualità di un libro, è il contenuto di esso. Dalla storia, da come è scritta e dalle parole usate per narrarla.
Ecco, questo mi colpisce sempre nei romanzi di Alessandro Cortese.
Già autore di "Eden"e del suo seguito "Ad Lucem", questa volta ci stupisce con un romanzo storico eccezionale, "Polimnia", di 300 Spartani, una Grecia e dei Persiani di Serse. La solita domanda che pongo sempre ad Alessandro è la seguente: "ma ora, su un argomento che in tantissimi hanno trattato, come farai a stupirci, a dirci cose nuove?" Puntualmente Cortese, si riveste di carattere e mi lascia basito rivelandomi ed accompagnandomi in un nuovo vecchio mondo, fatto di personaggi che già conosci, ma che dentro di loro celano verità nascoste che si schiudono ai nostri occhi pagina dopo pagina.
Il suo stile di scrittura molto cinematografico, lascia spazio all'immaginazione del lettore, che si sente coinvolto in ogni piccolo dettaglio narrativo. L'autore è capace di donare anche al più piccolo dei caracter, lo spessore necessario affinché esso sia un mattoncino idoneo alla costruzione del grande muro. La storia scorre velocemente, e ci racconta forse una delle più importanti ed imponenti battaglie della storia dell'umanità, Alessandro Cortese ci rivela che in una guerra ci sono eroi in ambo le fazioni, ma alla fine la storia ricorderà soltanto il mito dello schieramento dei vincitori poiché la loro gloria li renderà immortali. Sarà interessante per coloro che leggeranno quelle pagine, scoprire quale sia il motivo reale che spinge uno o più popoli ad entrare in guerra. Sarà interessante scoprire i rapporti inerpersonali di ogni singolo personaggio, della loro vita, le loro ambizioni e gelosia, del loro vissuto e del loro futuro anche se già scritto e breve. Sarà altresì bello rimanere a bocca aperta davanti ai colpi di scena che di susseguono tra le sue pagine. Consiglio questo libro perché è raro davvero trovare qualcosa di simile nell'attuale panorama librario, scritto con anima e cuore, con passione crescente, con una grande ricerca storica e con un idea ben chiara, stupire!
Infondo come ci dice l'autore, Sparta non è un luogo, non sono solo cose o persone, Sparta e un idea e le idee non muoiono mai. Leggete avidamente quelle pagine è guardate la storia fare gli eroi immortali!
oggi torno a scrivere.
In barba a quelli che il loro blog lo chiudono.
In barba a quelli che il mio blog non lo leggono.
In barba a quelli che il mio blog lo leggono.
In barba a quelli che dicono di non leggere il mio blog e poi lo leggono.
In barba a quelli che mi vogliono male.
In barba a quelli che dicono di volermi bene ed invece mi vogliono male.
Insomma in barba a tente cose tranne che a me. A me che tiro avanti, e riscopro che la mia vita non è tirare avanti, ma vivere. E soprattutto vivere felici.
Si cazzo! Io sono felice.
In barba a tutto quello che mi è accaduto nella vita, alle gravi perdite, a quelle che pensavo fossero gravi mentre in realtà sono state una liberazione.
In barba alla crisi, ai pochi soldi ed ai sacrifici. Perchè il trucco è guardare davanti al proprio naso, negli occhi di chi ami, ma soprattutto che ti ama veramente.
In barba a chi ti ha detto per tantissimo tempo di amarti e poi quando più avevi bisogno di lei, ti ha voltato le spalle!
Ma va bene così, è così che si cresce e si cresce davvero. Ed ora mi sento pronto, maturo, per affrontare le avversità che ancora la vita mi porrà davanti, e sono pronto proprio perchè finalmente, per la prima volta nella mia vita sono felice. E di questo ringrazio la mia amata, e anche un pochino me.
Lo auguro a tutti.......e si......
Dopo 21 anni, dopo enormi sacrifici, dopo la morte di eroi che hanno avuto nel cuore la forza di ribellarsi e di cambiare la rotta di questo paese, avverto un senso di sconfitta, perchè purtroppo non è cambiato nulla.
Falcone, Borsellino, o Peppino, e tanti altri, a cosa è servito il vostro sacrificio? Perchè rimaniamo inermi anche davanti a vite perse?
Cambiamo questo paese, ma non con le cazzate dette da magnaccia e comici in parlamento, cxambiamo davvero!
Prendo in prestito le parole dei Modena City Ramblers per denunciare qualcosa di gravissimo. La canzone da cui cito, si intitola "i cento passi", come l'omonimo film di Marco Tullio Giordana. Il film e la canzone narrano la storia di una persona. Un uomo comune. Un uomo come tanti. Anzi no, un uomo come pochi.
Un uomo che purtroppo ha avuto la sfortuna di morire, lo stesso giorno in cui morì Aldo Moro. Quello di Moro è un delitto che ha riscritto la storia del nostro paese.
La vita e le idee di Moro sono state incisive per gli italiani, anche se per breve tempo.
Ma la vita di Peppino chi la ricorda?
La lotta di Peppino chi la ricorda?
La tenacia di Peppino, il coraggio di Peppino, le scelte, e le conseguenze che queste poi maturarono per Peppino, chi le ricorda?
Non posso dire sicuramente nessuno, ma altresì posso dire che in pochi lo facciamo. Lottare con la mafia, denunciare la mafia ed uno dei suoi più sanguinari boss, non è da tutti.....ma era da Peppino. Un uomo tanto esile e piccino, da essere un gigante di forza e coraggio!
Io lo stimo davvero, avere rinunciato a tutto, compresa la vita, per i propri principi ed ideali, è da eroi! Ed io amo, adoro gli eroi, quelli di carta, colorati che appaiono nei fumetti. Ma è davvero ,molto più semplice e bello amare quelli veri, di carne ed ossa come Peppino Impastato, o Giovanni Falcone, o Paolo Borsellino, ma anche Roberto saviano e tanti altri. Coloro che hanno messo in secondo piano perfino la loro vita per un idea, per la giustizia, per il bene....questi sono i veri eroi, e tutto il paese dovrebbe ricordare la loro morte, o meglio ancora la loro vita, per far in modo che il loro sacrificio non venga mai dimenticato.
Oggi non sappiamo più cosa significa questa parola, cosa ci ha insegnato nel corso degli anni tramite i nostri padri, i nostri nonni. Oggi vediamo dei manichini impettiti deporre corone alla memoria di chi ha combattuto. I nostri nonni ci hanno raccontato la loro lotta contro i fascisti ed i nazisti. Ma noi, cosa racconteremo ai nostri figli, ai nostri nipoti?
È vergognoso pensare di dover raccontare di tangenti, di uccisioni politiche, di governi inesistenti, del delitto Moro e della caduta di Craxi. Cosa possiamo raccontare loro di cui rendergli orgogliosi come io lo sono di mio nonno! Per tanti ormai questa giornata non ha più alcun significato, è soltanto un occasione in più per le ferie o i ponti al lavoro....ma chi ci crede veramente come me?
Io vi regalo questa, da una canzone partigiana...
"l'alpino ha una penna, il bersagliere ne ha cento, il partigiano non ne ha nessuna ma sta sui monti a guerreggiar. Quando viene giù la neve, la tormenta dell'inverno, venisse giù anche l'inferno, lui rimane la sui monti a guerreggiar!"
Sabato mattina, fuori c'è il sole, la natura, e gli uccelli cinguettano manco fosse primavera.....ma aspetta un attimo! E' primavera!
Ma allora posso uscire, fare una passeggiata, magari al mare, è primavera!
No no, aspè, potrei fare un giro in bici, e pedalare agevolmente con la mia musica nelle orecchie, è primavera!
Anzi no, potrei fare un giro al parco, respirare aria buone e profumo di resina di pini, è primavera!
No no, la migliore, mi piazzo fuori al balcone di casa mia, al sole e leggo i miei fumetti, è primavera!
E invece no, qualche Dio cattivo e feroce ha decretato che devo fare le pulizie di casa! Sono una filippina, ho ribaltato tutta casa, ora brilla che sembra quella delle pubblicità di viacal....ma a quale prezzo?....perchè hai fatto il mondo così triste Dio?
Quanto ce lo concediamo? Quante volte ci fermiamo per guardarci intorno? Davvero troppo poche credo. Ecco, dovremmo concederci un po' più tempo per rallentare. Purtroppo la vita è come una tratta di autostrada, dove la cineticità ci tratteggia la via in maniera triangolare, nascondendoci la bellezza del paesaggio che ci scorre accanto dal finestrino. Oggi credo di aver rallentato, e mi sono concesso uno sguardo fuori. Anche andando in macchina, ho mantenuto una velocità blanda, proprio perchè volevo vedere la campagna intorno a me. Ho visto la rigogliosità del verde nei campi, dei piccoli fiori gialli e lilla, che conferivano al panorama le cromie dei quadri di Vangog. Ho visto nettamente la vita di un paese, sempre uguale ma inevitabilmente sempre diversa, fatta di riti: il giornale, la pasta all'uovo ed il caffè al bar, i battesimi e la messa, oppure la passeggiata lungo il corso fino in piazza. Mi sono concesso una chiacchierata con mia Madre, e mai come oggi quella foto sulla lapide mi ha fatto male, mai come oggi mi è mancata la sua voce squillante e la sua risata. Ho gustato con estrema lentezza il mio caffè, il mio zucchero di canna e la mia acqua mentre sfogliavo il giornale e le notizie mi scorrevano sotto gli occhi. E poi che dire della musica in macchina e di quella che sto ascoltando adesso? La meraviglia dei ravioli fatti in casa da Rita, e la chiacchierata con mio Padre!
Dovremmo per quanto possibile, rallentare e guardare, scoprire e godere di ogni piccola cosa o sfumatura. Ad esempio ieri con Ra e Mirko, si parlava e ci si meravigliava di come le giornate si stiano allungando. Questa è una consuetudine che ci accompagna da trentacinque anni ormai, ma ieri, come dei bambini ci siamo ritrovati a stupirci di un fenomeno fenomenale che la natura ci regala dall'alba dei tempi. Rallentiamo.....osserviamo e meravigliamoci di quel che scorgiamo tra le linee di velocitá della nostra autostrada. Viviamo amici miei, viviamo.
Il 4 aprile 1978, andava in onda in Italia la prima puntata di Goldrake, questo è un mio piccolo omaggio.
Conobbi Actarus che ero un ragazzo.
Mi è sempre sembrato un tipo strano, uno a cui importa poco di tutto e tutti. Sempre solitario, sempre più legato ai suoi cavalli che agli uomini, sempre da solo seduto sotto una quercia a suonare la sua malinconica chitarra. Sapete, uno di quei tipi che ....se cascasse il mondo, io mi sposto e continuo per la mia strada, al contrario degli altri membri della fattoria di Rigel.
E poi, Venusia innamorata di lui, lo si vedeva da un miglio lontani, anche se lei nagava ferocemente. E Mizar, che pendeva sempre dalle sue labbra, ma si sa, i ragazzini subiscono molto spesso il fascino dei tenebrosi. Soltanto io ero così diffidente verso di lui? Persino il dottor Procton, suo padre, aveva quasi un timore reverenziale verso di lui....ma chi era questo Actarus? Inutile dire che l'ho provocato di proposito più di una volta, ma lui non ha mai reagito, anzi, ha incassato perfino qualche pugno da me, ma non è servit
o a nulla.
Io mi trovavo al centro spaziale per i miei studi, una sorta di tirocinio, d'altronde avevo dato prova di capire l'argomento spazio/alieni. L'occasione si presento un giorno, anzi meglio, una notte. Ero intenzionato a scoprire cosa nascondesse quel ragazzo misterioso....così distaccato, quasi alieno? In fondo non somigliava neanche a suo padre! Insomma Lo seguii, e nella radura dietro la fattoria lo vidi, in piedi immobile come una statua di sale, scrutare il cielo e guardare la luna piena in maniera davvero sospetta. In realtà quella luna mise l'inquietudine anche a me, non l'avevo mai vista così grande, ma soprattutto mai tinta da un rosso così intenso, sembrava fosse bagnata di sangue!La disparazione si stagliò sul volto di Actarus, cosa accadeva? Perchè ebbe quella reazione? "NO! Questa volta non ve lo permetterò!" disse " non mi porterete di nuovo via tutto!" Io non capivo, con chi poteva avercela? Mentre me ne tornavo a letto immerso in questi pensieri, era ormai l'alba, e l'allarme del centro spaziale si intromise tra me e la strada da fare....Corsi già in uniforme, e salii sul mio T.F.O. mentre Proctor mi richiamava dalla radio, e sul mio radar apparii qualcosa, avevano una strana formazione, totalmente randomica, e sembravano davvero mezzi venuti fuori dalla mia fantasia, erano ufo.
Cercai di stabilire un contatto, ma l'unica risposta che ebbi fu il loro attacco, il mio non era un mezzo da combattimento come il mobile suit che pilotai precedentemente, per cui l'unica mossa in mio potere era quella di evitare i loro attacchi e di attirarli il più lontano possibile dal centro e dalla fattoria. Mi vidi perduto quando tra i loro laser, un ufo ben più grande si stagliò sul mio orizzonte, e mentre pensavo a come cercare di sfuggirgli, questo cambiò la sua forma in un orribile mostro rettiliforme! D'un tratto vidi il sole spegnersi su di me e dei rotori fatti di lame lacerare e distruggere i minidischi, raggi laser come fulmini disintegrarne altri, e poi si manifestò ai miei occhi......il più grande disco volante che potevano contenere i miei occhi. Ma c'era qualcosa di particolare in quel mezzo enorme, sembrava che nel disco fosse incastonato un enorme robot. Non emetteva suoni o rumori, sembrava quasi fosse immobile, mentre impercettibilmente ingaggiava battaglia con il mostro robotico. Cercava di tenergli testa in tutti i modi, finchè con voce metallica il nuovo ufo gridò "Goldrake, avanti!"la fusoliera che gremiva il busto del robot si aprì, lasciando uscire un corpo d'acciaio di 30 metri, che si scagliò contro il mostro urlandogli "Questa volta non vi permetterò di distruggere anche questo pianeta, vi fermerò! Alabarda spaziale!" E da gli alloggiamenti sulle sue spalle, le due lame incastonate si di esse si trasformarono in un enorme alabarda che il guerriero d'acciaio impugnava a due mani! Lottò tenacemente con il mostro e lo sconfisse grazie ad un raggio laser che scaturì dalle grandi corna gialle , ma per me non era finita, l'ultima formazione di minidischi rimasti mi era alle calcagna e venni colpito dai loro laser. Cominciai ad avvitarmi avvicinandomi inesorabilmente al suolo, quando l'enorme mano del robot mi afferrò, e con l'altra distruggeva i moscerini che gli davano fastidio, fu allora che li vidi. Scrutando nella cabina di pilotaggio incastonata nella bocca del robot, c'era lui, con un uniforme da guerriero alieno, con un casco che celava il suo viso, ma lasciava spazio all'altezza degli occhi, ed essi io vidi.....avevo già visto quegli occhi tristi e consapevoli, duri e dolci allo stesso tempo. Gli occhi di chi ha vissuto su di se guerra distruzione e morte, gli occhi di chi ha il coraggio ora, di porsi tra il male e gli innocenti da difendere, quelli erano gli occhi di Actarus!
Da allora combattiamo una guerra senza quartiere contro gli invasori della nebulosa di Andromeda, gli abitanti della stella Vega. Aiuto Actarus con il mio spacer 2, e niente può fermarci finchè lottiamo uniti con lo scopo di difendere il pianeta terra. Actarus non può e non vuole perdere la sua casa su questa terra, dopo aver perso la sua natale stella Fleed, perciò combatte e combattiamo per la libertà, per la sopravvivenza!
Così conobbi Actarus, dimenticavo, io sono Koji Cabuto, o se preferite Alcoor.
Monday, February 25, 2013
Non so se sperare che il "movimento 5 stelle" prenda più voti del PD o no....certo è che spero prenda più voti del cazzo di PdL....
La maggior parte degli italiani crede che votare per i grillini possa cambiare l'Italia. Ció potrebbe avvenire solo se la totalità degli italiani fosse d'accordo. Ma poi penso; questo paese non riesce ad avere un intento comune se non per tifare la nazionale ai mondiali o agli europei...come puó votare all'unisono per un nuovo rivoluzionario partito?
Certo, il movimento di Grillo sarà l'ago della bilancia, potrebbe determinare con un insolita alleanza le sorti del paese....ma i rivoluzionari non si schierano mai con nessuno se non con se stessi. Ed allora, cosa rimarrà di questo paese, chi cercherà di risollevarlo, o chi, spremendo le ultime mammelle della vacca magra cercherà di ingrassare beatamente?....
A dieci anni dalla scomparsa, voglio omaggiare il grande Albertone, con una delle frasi che più lo contraddistinguono, tratta dal film di Monicelli "Il Marchese Del Grillo"
l'autore Alessandro Cortese in uno dei suoi seminari
Poco più di un anno fa davanti al negozio di fumetti da cui mi rifornisco, affrontai un discorso molto particolare con un mio caro amico. Alessandro quel pomeriggio mi disse...."Peppino, sto scrivendo un romanzo davvero controverso" io lo guardai con interesse tendendo l'orecchio a ciò che stava per dirmi..."quel che sto scrivendo probabilmente mi aprirà le porte dell'inferno, mi aspetto la scomunica dal Papa!" Il mio sguardo a quel punto mutò dall'interesse alla preoccupazione, aggiunse poi..." sto scrivendo un romanzo, il cui protagonista è Lucifero....il Diavolo!"
Allora pensai...cosa c'è da scrivere di nuovo su questa figura? Sia ben chiaro, ho sempre avuto fiducia nelle doti di Alessandro, ma ero altresì convinto che non ci fosse più nulla di nuovo da scrivere su Lucifero.
Oggi con infinito orgoglio posso dire che MI SBAGLIAVO! Dopo "Eden" mi ero già ricreduto, ma con l'arrivo di "Ad Lucem" ormai percorro la strada della redenzione. Ci tengo a precisare che si tratta di un romanzo, di un opera di fantasia che trae ispirazione da scritti antichi come la Bibbia, e tante altre pubblicazioni religiose e non.
Insomma, a causa degli impegni di lavoro, della vita domestica e di tutte le problematiche della vita moderna, ho letto il secondo volume su Lucifero in tre lunghissimi giorni (per me) divorando pagina su pagina. Dopo la caduta, l'Angelo della luce, avvolto in una nuova consapevolezza di se stesso, comincia un vero e proprio cammino verso una sola ed unica meta....la conoscenza. Quella conoscenza che Yahweh nega ai suoi figli, quella conoscenza che potrebbe portare alla morte o ad un destino peggiore. Nell'abisso in cui viene gettato, Lucifero fa la conoscenza di alcuni personaggi che volutamente o inconsapevolmente lo porteranno alla sua meta. Raggiuntala Lucifero non si accontenterà di questo....ma punterà direttamente al cielo....ad Eden, tornerà alla casa del Padre a chiedere spiegazioni? A muover guerra? Oppure a?.......non dirò nulla di più, il libro va letto, divorato annusato...vissuto.
I personaggi che Alessandro Cortese descrive, vivono di vita propria, sono tridimensionali, reali....anche coloro che ricoprono un ruolo più o meno marginale. Dagli uomini, agli Angeli, alle donne, Eva e Lilith, figure simili ma diametralmente opposte, remissiva ed obbediente l'una, ribelle e mai doma l'altra, che dominano la scena con un impeto unico. Ho amato da subito le ambientazioni descritte da Alessandro nei suoi libri, immagini che mi appartengono, da lettore di fumetti e giocatore di ruolo quale sono. Il modo in cui descrive le scene, i dialoghi che i personaggi hanno, portano dentro tanto di quel che Alessandro ha letto e visto, dato che ogni scena ha un tiro ed un taglio totalmente cinematografico, che rende possibile la totale focalizzazzione di ciò che accade. E poi....Lucifero è davvero così cattivo?.....ed il Padre di tutto è davvero così buono e misericordioso? E gli Angeli sono davvero esseri così ricchi di virtude e conoscenza?
Non lo dirò.....dovrete leggere per sapere!
Credo che la cosa migliore che si possa dire del modo di scrivere di Alessandro sia freschezza, le sue parole sono come una ventata di brezza estiva, originali, moderne ed antiche al tempo stesso. Nel suo romanzo oltre alla Bibbia possiamo trovere citazioni dalla divina commedia di Dante Alighieri, o dell'arte della guerra di Sun Tzu, al manifesto del teatro contemporaneo eliocentrico di Rolando Macrini, fino al teatro di Pirandello. Fino alla filosofia di Nietzsche e Zarathustra....insomma, una vasta cultura scritta orientata a trecentosessanta gradi. Io personalmente non vedo l'ora di poter leggre la conclusione di questa storia unica ed avvincente, fatta di colpi di scena e macchinazioni machiavelliche, di una lotta mentale e spirituale innalzata ai massimi livelli.
Se mai vorreste leggere un solo libro quest'anno....fate che sia questo!
Ringrazio il mio amico Alessandro per cio che ha scritto e scriverà, ringrazio Arpanet che pubblica le sue opere, e spero che in tanti possiate conoscerlo sulle sue pagine scritte, o personalmente ai suoi seminari ricchi di conoscenza ed ironia, perchè è davvero un ragazzo speciale.....
La memoria spesso abbandona gli uomini, li rende ciechi. Il benessere ci porta a creare una patina di polvere sulla nostra storia, non quella personale, ma quella collettiva. I ricordi sbiadiscono come quelle immagini in bianco e nero.
Fanno male quei fotogrammi, fanno male quelle storie....fanno male quelle vite spezzate.
Le vite sottratte a quegli innocenti, uomini donne e bambini....tanti, troppi bambini!
Quanta vergogna, quanta angoscia, eppure la gente dimentica. Come potrà l'uomo vivere senza ammazzare un suo fratello, eppure erano a milioni in polvere li nel vento...
Vi prego, non dimenticate, non lasciate sbiadire la memoria degli uomini, non dimenticate gli innocenti morti per la brama di sangue degli uomini.....lasciate posare il vento....
Chissà che cosa resterà....
che domanda, chi può saperlo. Ieri ascoltavo in macchina questa canzone degli otto ohm, che quando la si sentii per la prima volta tanti anni fa mi colpì subito, a dire il vero non so perchè. Forse perchè ero un romantico, ed in essa vi era celato un messaggio che io ancora non coglievo ma che sapevo fosse li.
Magari sto soltanto poetizzando la cosa ed in realtà mi piaceva semplicemente il suo ritmo e le parole, rimane il fatto che non l'ho mai dimenticata, e ieri è venuta da me. Pian piano, semplicemente martellante ed è stato un attimo ritrovarsi a cantare a squarcia gola con i finestrini aperti a saziarmi di vento fresco. era solo mia in quel momento, ed era li a portata di mano quel messaggio che prima mi era celato ed ora mi era così chiaro. Ed io mi ci inoltravo, lo tessevo, ne ricavavo un arazzo.
Ori e fili pregiati lo componevano, quelle parole come malta che unisce il muro della vita e ne da una parte di significato.
Va bene forse sto esagerando e sto poetizzando ancor più di qualche anno fa, ma rimane il fatto che ho davvero capito cosa quelle parole mi volevano dire da che la prima volta le ho sentite....
Mi chiedo cosa lascerà
l'estate dopo il suo rumore
dopo un'attesa così lunga per raggiungerla
non sembra mai così speciale
Ti chiamerò solo se chiamerai
e ci sarò solo se ci sarai
Crepuscolari come le illusioni
svanito il giorno solo cattivi pensieri
il ricordo di un'estate che si arena sulla spiaggia
come collanine rotte sulla sabbia
rivivere il ritorno come cambiamento
la partenza come senza ritorno
alla fine dell'estate ti rimane dentro
il sapore delle libertà che in fondo hai scelto
D'estate non c'è tempo per la solitudine
la lasci a casa insieme a tutte le bollette
nelle giornate che trascorri sotto il sole puoi
dimenticare tutte quante le promesse fatte
Ci sarò solo se ci sarai
ti chiamerò solo se chiamerai
Crepuscolari come le illusioni
svanito il giorno solo cattivi pensieri
il ricordo di un'estate che si arena sulla spiaggia
come collanine rotte sulla sabbia
rivivere il ritorno come cambiamento
la partenza come senza ritorno
alla fine dell'estate ti rimane dentro
il sapore delle libertà che in fondo hai scelto
Ti chiamerò solo se chiamerai
e ci sarò solo se ci sarai
Crepuscolari come le illusioni
svanito il giorno solo cattivi pensieri
il ricordo di un'estate che si arena sulla spiaggia
come collanine rotte sulla sabbia
rivivere il ritorno come cambiamento
la partenza come senza ritorno
alla fine dell'estate ti rimane dentro
il sapore delle libertà che in fondo hai scelto
Cosa lascerà l'estate dopo il suo rumore, quelle persone che erano importanti e che ora per vari motivi non ci sono più cosa hanno lasciato in me? Dopo un attesa così lunga non sembra mai così speciale, in fondo quelle persone che erano con te non erano così speciali.....
Crepuscolari come le illusioni
svanito il giorno solo cattivi pensieri
il ricordo di un'estate che si arena sulla spiaggia
come collanine rotte sulla sabbia
rivivere il ritorno come cambiamento
la partenza come senza ritorno
alla fine dell'estate ti rimane dentro
il sapore delle libertà che in fondo hai scelto....e allora sono tutti crepuscolari come le illusioni che quando svanisce il giorno rimangono fini a se stessi, alla fine di tutto ti rimane la cosa migliore, te stesso, con i tuoi pregi ed i tuoi difetti, ed a te stesso vuoi bene così come sei, e se hai commesso degli errori, alla fine li ammetti e ti perdoni e ti restano i sapori delle libertà che in fondo hai scelto.
Perciò una volta fatta la pace con te e te soltanto, arrivano le persone vere, e quelle di prima in estete le lasci a casa insielme alle bollette quelle che ti vogliono bene per quel che sei, che ti amano perchè sei così, e le scelte fatte, in maniera voluta o forzatamente hanno prodotto il miglior risultato, nelle giornate che trascorri sottomal sole puoi dimenticare tutte le vecchie promesse, e coloro ai quali hai voluto bene ed ai quali alla fine auguri di stare bene, perchè mia madre mi diceva sempre di non voler mai il male delle persone....
Credetemi, l'ho visto e rivisto, al cinema, pagando di nuovo il prezzo del biglietto.....è davvero il miglior film sul pipistrello mai visto!
Innanzi tutto salve a tutti, ben trovati, era da parecchio che non scrivevo sul mio blog, ma quando si sta ristrutturando una casa il tempo è poco.
Ma un briciolo di minuti per vedere questo film sono riuscito a trovarli. Diciamo anche che le aspettative intorno a questa pellicola, erano molteplici, e soprattutto altissime, considerando che Nolan, regista dei primi due, aveva annunciato che questo sarebbe stato il suo ultimo film su Batman. A ruota seguirono le dichiarazioni di Bale, identiche a quelle del regista. Insomma cosa aspettarsi da questo film dopo il grande successo di The Avengers?
L'apoteosi!!!!
Ritmo crescente come è doveroso per i film di Nolan, colpi di scena, suspence e cambattimenti ben imbastiti. Inoltre Cris ci dimostra che è stato oppure è tutt'ora, un divoratore delle storie di Batman. In un unica pellicola è riuscito a concentrare la saga di "Knight fall" unendola a "No man's land", mixandola con "Dark Knight returns". Naturalmente il tutto molto scorrevole e senza alcuna forzatura, chidendo la sua run ma lasciando un finale apertissimo....
Alla fine del film, dopo 240 minuti, volevo ce ne fosse ancora. Davvero troppo entusiasmante, e sapere che non potrò godermi altra arte come questa mi lascia un po' di amaro in bocca, mi lascia un po' orfano di un film così bello, infatti io considero le tre pellicole un opera unica.
Peccato....il film oltre il fumetto è davvero un qualcosa che mi piace, e posso dire con fermezza che cagate come The Amazing Spiderman non potrebbero mai reggere il confronto con un opera simile. Chi non lo ha visto, lo veda, ne vale davvero la pena.
E' dura! Dopo averci creduto è dura da accettare, ma la Spagna è davvero troppo più forte. E poi basta con le scuse! "si ma noi non abbiamo avuto tempo di recuperare" oppure " si ma noi abbiam giocato in dieci" Basta cazzate, la nostra nazionale non ha avuto le palle di reagire al gioco spagnolo. Era evidente che sotto pressing sbagliavano anche loro, se attaccati erano vulnerabili. Ma la nostra era una squadra troppo statica, senza spunti ne idee....diciamo che ci è andat bene ad arrivare alla finale, e poi arrivano i campioni....e noi non siamo neanche scesi in campo, abbiamo guardato la partita comodi in campo.....che umiliazione!
"Quanta emozione...un calcio ad un pallone"...
Così cantava tempo fa Massimo Ranieri, e quante emozioni ho rivissuto ieri. È vero, il calcio a volte è lo sfogo del popolino, ma in vero rimane a tutti gli effetti il giuoco più bello del mondo! Insomma, ieri la squadra della mia città si è laureata promossa in serie A con una giornata di anticipo.
Ció non accadeva alla squadra adriatica fin dal lontano 1992.....venti lunghissimi anni! E sì che di acqua sotto i ponti ne è passata, nel bene e nel male. Tra fallimenti societari, campagne acquisti sbagliate, clamorose retrocessioni e promozioni al cardiopalma, ci siamo ritrovati ieri a far caroselli lungo le vie pescaresi.
Devo dire che quest'anno non ho visto quasi nessuna partita tranne quella di ieri. Ho sbagliato. Mi sono perso una squadra di ragazzi anche giovanissimi, guidata da un veterano del calcio, Zdenek Zeman....vero guru del pallone, se non ultimo conoscitore dell'arte calcistica!
Insomma ieri guardare il Pescara affrondare la Sampdoria, a Sampdoria è stato qualcosa di esaltante. Novantatrè minuti perfetti, in cui mai gli undici zemaniani hanno dato l'idea di non poter vincere. Novantatrè minuti esaltanti in cui tutti noi tifosi non si vedeva l'ora di andare a rumoreggiare in strada!
E poi quando finalmenre l'arbitro ha fischiato la fine, abbiam vissuto la soddisfazione di poter urlare serie A!
Grazie ragazzi, grazie mister Zeman, Pescara è di nuovo orgogliosa di tornare nel calcio che conta, sicuramente non con un ruolo da comparsa!