Tuesday, July 07, 2009

PERCHE' SEI COSI' TERRIBILMENTE SERIO?


Chi ha visto il film, Batman: "the dark Knight" avrà sicuramente capito a quale personaggio mi riferisco. Naturalmente al terribile pagliaccio di Ghotam City, colui che rende la vita del cavaliere oscuro, ricca di sfide e tranelli, sto naturalmente perlando del Joker!
Caracter enormemente possente, capace di ogni cosa, di avere mille sfaccettature, portato sul grande schermo dal Jack Nicholson prima, e da Heath Ledger poi.Ed è proprio del personaggio portato sul grande schermo dallo sfortunato Ledger che voglio parlare. Forse non tutti sanno che l'ispirazione di un Joker così spietatamente cattivo proviene da una grafic novel del 1988, scritta da Alan MOore, e disegnata da Brian Bolland, entrambi inglesi, ed entrambi leggende del fumetto mondiale.
Il geniale Moore, reinventa in questo gioiello del fumetto, le origini della nemesi di Batman, e ci porta davvero a fondo nella pazzia che pervade l'animo del Villain, ma soprattutto ci mette alla luce dei fatti, in evidenza un particolare inquietante, che il demoniaco pagliaccio pone direttamente all'uomo pipistrello. Dopo aver sparato a Barbara Gordon, ex Bat Girl, e costringendola per sempre su una sedia a rotelle, rapisce e fa picchiare selvaggiamente suo padre, il commissario James Gordon, torturandolo psicologicamente, e fornendo a Batman, come ultimo atto di sfida, gli indizi per ottenere forse davvero, il loro ultimo scontro, e mentre la lotta procede, il pagliaccio pone al cavaliere oscuro, un enorme quesito che fa pensare lui, e noi che leggiamo.
Ovvero, in soldoni....."io sono pazzo, ma anche tu lo sei, guarda solo come vai vestito, insomma tanto normale non devo essere, ma cosa ti ha reso così? Probabilmente i motivi che ci spingono ad essere quel che siamo sono molto simili, ma la differenza tra noi è che, io accetto la mia pazzia, tu, fingi di essere normale, celandoti dietro un falso senso di giustizia, sarebbe molto meglio se anche tu accettassi la tua pazzia, d il loro scontro termina con una berzelletta del Joker, a cui entrambi ridono a crepapelle".
Ma le mie parole sono molto riduttive, questa è un opera che va letta, riletta e consumata, e per la storia, ma soprattutto per i minuziosi disegni del grande Bolland, ricchi di particolari e pregni di significato, anatomia ed espressioni perfette, il tutto miscelato dalla perizia della sceneggiatura di Moore!



BATMAN : THE KILLING JOKE, non può mancare nelle librerie degli appassionati di fumetti, e non.

4 comments:

Arcadi said...

Quoto. Rimasi stupito dalla Graphic Novel.

Peppone said...

Penso davvero, che pochi altri lavori di batman e non reggono il confronto, in maniera assoluta

Francesco said...

Mi avevi già accennato a questa vicenda se non sbaglio..beh pazzesco!
Soprattutto per il quesito che Joker pone a Batman: ecco che l'eroe perde quell'aura assoluta di giustiziere e si confronta alla pari con il nemico (di sicuro dopo quella frase inizi a guardare il pipistrello con sospetto).
Ledger è stato semplicemente unico, e a questo punto, dopo aver letto il tuo post, anche estremamente bravo a rendere il personaggio concreto (cosa non facile nel mondo del cinema).

Peppone said...

Ora capisco come siano riusciti a rendere tridimensionale il personaggio del Joker, sia come maniaco cartaceo, dove in realtà è molto più facile dare spessore, e come icona cinematografica, memorabile la frase che il Joker dice ad Harvey Dant/Due Facce....."Io sono come un cane che corre dietro a tutte le macchine, e credimi, non me ne farei nulla se le prendessi!"