Sunday, October 12, 2008

OH MADRE MADRE CHE INFINITO IMMENSO CIELO



Questa sera, mentre ero di ritorno a casa, una delle tante compilation da me fatte in mp3, mi ha regalato una canzone che non ascoltavo da tanto tempo, una canzone del professore....naturalmente parlo di Roberto Vecchioni.
Questa è un brano molto particolare, una canzone d'amore, non banale come tante altre, ma qualcosa che parla di un amore unico, inestimabile, quel tipo di amore che solo una Mamma può provare per il proprio figlio.
Forse tante altre ne sono state scritte di simili, ma penso che questa sia inconfrontabile con qualunque altra, è scritta, e cantata in maniera molto particolare, poichè il grande Roberto, la struttura come una lettera, o meglio ancora, come madre e figlio lontani che si scrivono.
Ora, al di la di questo, io, e tanti altri come me, amiamo questa canzone per altri motivi, che non sto qui a rivelare, per non creare pregiudizi sulla lettura del testo, poichè con immenso rammarico, posso regalarvi solo questo......

a voi.....CELIA DE LA SERNA


Non scrivi più
e non ti sento più,
so quel che fai
e un po' ho paura, sai.
Son senza sole
le strade di Rosario,
fa male al cuore
avere un figlio straordinario:
a saperti la
sono orgogliosa e sola,
ma dimenticarti...
è una parola...
bambino mio,
chicco di sale,
sei sempre stato
un po' speciale,
col tuo pallone,
nero di lividi e di botte,
e quella tosse, amore,
che non passava mai la notte;
e scamiciato, davanti al fiume ore e ore,
chiudendo gli occhi,
appeso al cuore.

O madre, madre,
che infinito, immenso cielo
sarebbe il mondo
se assomigliasse a te!
Uomini e sogni
come le tue parole,
la terra e il grano
come i capelli tuoi.

Tu sei il mio canto,
la mia memoria,
non c'è nient'altro
nella mia storia;
a volte sai,
mi sembra di sentire
la "poderosa"
accesa nel cortile:
e guardo fuori:"Fuser,
Fuser è ritornato",
e guardo fuori, e c'è solo il prato.

O madre, madre,
se sapessi che dolore!
Non è quel mondo
che mi cantavi tu:
tu guarda fuori,
tu guarda fuori sempre,
e spera sempre
di non vedermi mai;
sarò quel figlio
che ami veramente,
soltanto e solo
finchè non mi vedrai.

Naturalmente queste due persone, non sono personaggi inventati, ma una madre ed un figlio che hanno vissuto quelle situazioni descritte nel testo realmente, ed
é davvero un peccato non avere il permesso per l'ascolto, questa è davvero una perla, recuperarla per goderla appieno, sarebbe l'ideale....

3 comments:

Marco Dale said...

Il nostro Fuser!!!!!

Peppone said...

Parole indimenticabili, per persone straordinarie, grazie professore

Gionatan Cosenza said...

C'è la versione live del disco "Il Cantastorie" che è una meraviglia: tempo diverso, stile e grinta e si sposa meglio col sentimento della canzone! V'invito ad ascoltarla perchè è davvero tutt'altra cosa!