Sunday, June 15, 2008

CALCIO......CROCE E DELIZIA......




Ieri pomeriggio, mi è capitata una cosa molto particolare, niente di trascendentale, una banale partita di calcetto con i miei colleghi di lavoro.
La particolarità è che abbiamo giocato nel mezzo di un diluvio a dir poco planetario......universale era un po' troppo biblico.
Ripensandoci credo di non aver fatto mai una cosa del genere, neanche quando avevo 15 anni, con l'incoscenza della gioventù, mentre tra pochi mesi ne compirò 30, e questo non fa bene alla salute.
Comunque, rimane il fatto che 10 adulti, pur di poter giocare con passione e amicizia, anno drenato il campo sintetico praticamente a mano, con secchi e tavole...........prorpio come quando da bambini, pur di giocare nel nostro campetto in terra, a piazza caduti del mare, si passava in spiaggia a prendere la sabbia per asciugare le pozzanghere, e dopo aver faticato un ora, finalmente il pallone rotolava!

Certo, talento non ne avevo allora, e nemmeno ne ho oggi, però penso a quei giocatori che ora stanno cercando di far rimanere a galla la nostra nazionale, peraltro non riuscendoci bene, tra errori propri, e sviste arbitrali non proprio casuali, e mi chiedo..........se anche loro, come ieri ho fatto io, ripensassero a quando erano bambini, e a quanti sacrifici si facevano per poter giocare con il loro miglior amico......il pallone da calcio, se davvero ripensassero a questo, la situazione sarebbe migliore?

Non so, e aproposito mi torna in mente una canzone"la leva calcistica del 69" di De Gregori, e ed un pezzo che pressapoco recita così.........IL RAGAZZO SI FARA', HA LE SPALLE STRETTE......QUEST'ALTR'ANNO GIOCHERA'CON LA MAGLIA NUMERO 7........anzi, sapete che vi dico, ve la regalo, anche se purtroppo posso lasciarvi solo il testo, ma è sempre meglio di niente

LA LEVA CALCISTICA DEL 69


Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.


3 comments:

Marco Dale said...

A Pè,ti nu culon!!!

Marco Dale said...

E chi se le scorda le partite dietro casa mia al "campetto di cemento",dove sono nati dei fenomeni del calcio abruzzese (Me compreso),le partite duravano ore e ore,giocavamo anche quando faceva buio,neanche avessimo occhi bionici con la visione notturna!
BEI TEMPI!!!

Peppone said...

Vaffanculo! Culone un paio di grosse palle!!!!!!!!!!!!

Quanta emozione......un calcio ad un pallone.......ma i ragazzini di oggi che ne possono capire? Se non hai mai visto, olly e benji, e non sai chi erano julian ross e teo seller, danny mello e patrick everet.......NON SIETE NESSUNO!!!!!!