Saturday, June 20, 2009

PARABOLE, VERITA', CONSUMISMO ED EREDITA'

Come consuetudine, giornalmente faccio il giro dei miei blog preferiti, linkati sul mio, leggendo osservando, emeditando, e proprio l'altro giorno, sul blog del mio amico Tencar, ho trovato qualcosa che in questi giorni, tumultuosi, caldi, e fatti di festini sessuali con ragazze poco più che maggiorenni, ma molto più che minorate.....mentali, con un Papa Papi, trogolo di ignoranza e vizio, ha stemperato tutto ciò, regalandomi qualche sana risata, e buon umore, credo che sia tratto da qualcosa scritta da Rocco Tanica, tastierista di "Elio e le storie tese", ma soprattutto grande umorista.
Perciò con il benestare di Tencar propongo sul mio piccolo spazio, un po' di buon umore.

DAL BLOG DI TENCAR.....


Un uomo aveva due figli.
Il primo era mite, parsimonioso, rispettoso dell’autorità
L’altro iracondo, spendaccione, irriverente
Un giorno, sentendosi prossimo alla fine e non volendosene andare prima di avere sistemato la questione dell’eredità
Quell’uomo chiamò i figli al suo capezzale e disse loro :
“Sentendomi prossimo alla fine e non volendomene andare prima di avere sistemato la questione dell’eredità
Vi ho chiamati al mio capezzale.“
Il figlio buono, con la consueta mitezza, parsionia e rispetto dell’autorità disse :
“Padre, hai un gran bel capezzale!“
L’altro si erse in un moto di infinita superbia e disse :
“Merda, piscia, figa e vaffanculo, vecchio scemo!“
Il padre proseguì :
“Così dispongo.
A uno di voi lascio la casa, i poderi, il bestiame e tutto ciò che posseggo.
Scenda la mia benedizione su di lui e la sua discendenza fino alla quarta generazione.
Nulla vada all’altro, se non il mio biasimo.“
Il primo figlio replicò :
“Sono certo io il destinatario del tuo lascito
E mio fratello la carne che maledici.“
E l’altro :
“Del tuo sepolcro faccio la mia cloaca
Delle tue maledizioni giacilio per scrofe
E per inciso
Merda, piscia, figa e vaffanculo!“
Quindi prorose in un osceno rumore foriero di miasmi infernali.
Il figlio buono avvampò di sdegno
Si levò in piedi
E gridò :
“Padre, Padre!
Sono dunque io il prescelto?“
“Certo che sì - rispose -
non gli lascio un cazzo
A quello stronzo di tuo fratello…“
E morse.

3 comments:

Francesco said...

A prescindere dalla simpatica parabola...ti lascio il link al mio blog!
Ciao Pe!
Francesco (quello che arcal dalla muntagn)

Tencar said...

hahaha! Sapevo che sarebbe piaciuta :D

Peppone said...

Grazie Fra, vado subito a vedere e commentare!

Grande Tencar, ho riso come un ebete, grazie a te e a Rocco tanica